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Le Opere

I Santantoniari sono sempre stati vicini agli artisti, così come essi sono stati a noi vicini, attratti da un legame forte e sincero che trae origine dalla travolgente capacità evocativa e comunicativa della Festa; fonte di ispirazione inesauribile. Alcuni di essi hanno generosamente donato le loro opere e in alcuni casi la Famigli ha saputo trasformare gli originali in tirature che hanno consentito la divulgazione dell'opera nella città. Le opere costituiscono ora la "collezione" della Famiglia, a beneficio dell'intera collettività; e su questo tema essa mantiene protgrammi ambiziosi per il futuro.
Risale al 1978 la prima importante iniziativa. Fu commissionato a Domenico Purificato un olio su tela avente soggetto i Ceri. Il quadro fu poi riprodotto in tiratura grafica così da consentirne la divulgazione più ampia, con grande successo. L'opera di straordinari forza espressiva, è stata seguita da analoghe iniziative negli anni a venire.

  • Opere Commissionate
  • Donate
  • Restaurate
  • L'omaggio di Franco Venanti

Opere Commissionate

  

Domenico Purificato, olio su tela 1978.
Protagonista dell'arte del secolo scorso dalla Scuola Romana al Neorealismo, ha immortalato nelle sue tele i visi del vivere quotidiano. E' stato Direttore dell'Accademia di Bera fino al 1980.

 Alberico Morena "L'alzata", xilografia 1979.
Santantoniaro, è l'interprete dei nostri ricordi e dei nostri sogni. Nelle sue incisioni, piene di poesia. ritroviamo tanto di noi.

 Giampietro Rampini, bassorilievo in ceramica 2005.
Opera donata alla Famiglia dall'artista santantoniaro e raffigurante l'alzata in Piazza Grande.

 

 Aldo Ajò, nel gennaio 1983 viene benedetto da mons. Ennio Antonelli il pannello inceramica raffigurante S.Antonio Abate realizzato per la Famiglia dall'artista.

Pablo Echaurren, piatto in ceramica 1990.
Opera realizzata su disegno originale e riprodotta in maiolica dalla botteca Valentino Biagioli.
Reliquiario Santantonio
Brocca di S.Antonio del 1926
L’opera fu realizzata nella «Fabbrica Majoliche Mastro Giorgio», la principale manifattura eugubina degli anni venti, diretta tra il 1921 e il 1929-1930 dal marchese Polidoro Benveduti (1891-1979). Il decoratore Giuseppe Menichetti (1902-1964) è documentato in detta manifattura tra il 1926 e il 1929. Acquistata dalla Famiglia nel 2012.

Reliquiario
Reliquiario contiene un frammento di ossa di S.Antonio, prelevato nel gennaio 2012 dall'urna che custodisce le sacre reliquie di S.Antonio Abate e attualmente collocato ad Arles. Il reliquiario realizzato su indicazioni date dalla Curia a Giampietro Rampini e prodotto da un azienda specializzata si trova all'interno della chiesa dei Neri. Acquistato dalla Famiglia nel 2013

 

  
  

 

Opere Donate

Statua lignea si S.Antonio (sec. XVIII) acquistata dalla Famiglia.

Lucia Angeloni, Gonfalone della Famiglia 2007.

Reliquia di Sant'Antonio donata dalla famiglia Chiocci e montata su reliquiario donato dalla Curia Vescovile.

Croce lignea donata dal santantoniaro Walter Pauselli e proveniente dal monastero di Sant'Antonio di Al Qizum in Egitto fondato nel 305 d.C.

Sant'Antonio, olio su tela (sec.XIX) donato dal dott. Mario Angeletti in memoria del fratello santantoniaro prof.Piero Angeletti.

Significativo anche il contributo dei bambini della scuola elementare di Madonna del Ponte che hanno donato un grande pannello in ceramica (1989) raffigurante il cero, oltre a numerosi collage.

Sant'Antonio - olio su tela (sec. XVII) acquistato dalla Famiglia

 

Stefano Cannelli - olio su tela donato dall'artista nel 1995

 opera donata dal Santantoniaro Alberico Morena "L'uscita dei ceri", 2002.
Santantoniaro, è l'interprete dei nostri ricordi e dei nostri sogni. Nelle sue incisioni, piene di poesia. ritroviamo tanto di noi.

Marilena Scavizzi - arazzo donato dall'artista eugubina nel 2004

2013 Quadro "Battesimo di Gesù" sec.XVII autore ignoto resaturato e donato alla Famiglia dei Santantoniari da Vinicio Ciaccasassi. Il quadro è collocato all'interno della Chiesa di S.Giovanni Decollato detta dei Neri.

2014 Statua in ceramica realizzata dal ceramista  Chico Mancini alta 65 cm donata alla Famiglia dei Santantoniari da Sauro Ghirelli e Danilo Fiorucci. La statua poggia su una mano di pietra scolpita da Luca Grilli Secondo Capitano nell'anno 2014.La statua è collacata all'interno dell'Orto di Palazzo Fonti.

Opere Restaurate

Numerosi e qualificati sono stati gli interventi di restauro effettuati dalla Famiglia. Non solo quelli che hanno portato a primitivo splendore la Chiesa dei Neri o quelli che hanno permesso di trasformare fondi e scantinati in suggestivi e accoglienti locali per ospitare, dal 1962 ad oggi, le quindici taverne santantoniare, ma anche altri lavori. Solo per citarne alcuni ci riferiamo alla Tela, raffigurante S. Orsola, opera di Francesco Allegrini, conservata oggi presso la Basilica di S. Ubaldo e al restauro dell'altare dipinto e della statua Iignea di S. Antonio Abate presso la chiesetta di S. Biagio. Abbiamo inoltre coritribuito al consolidamento e restauro della statua di S. Ubaldo in cima a corso Garibaldi e al restauro della statua lignea del Patrono che viene portata in Processione a benedire la Citta e i Ceri prima della travolgente corsa del 15 maggio.

Statua lignea di S.Antonio Abat, presso la chiesetta di S.Biagio.

Tela raffigurante S.Orsola, opera di Francesco Allegrini, conservata presso la Basilica di S. Ubaldo.

Statua lignea del Patrono S.Ubaldo che viene portata in Procession a benedire la Città e i Ceri prima della travolgente corsa del 15 maggio.


 

L'omaggio ai ceraioli di Sant'Antonio del grande pittore Franco Venanti 

Franco Venanti, perugino doc, il pittore umbro più conosciuto tra i contemporanei dopo Gerardo Dottori e Alberto Burri, l’abbiamo considerato, tre anni fa,anche il più adatto, tra i non eugubini, ad inaugurare un lavoro di grande talento artigiano come il pannello realizzato da Giampietro Rampini, che indipendentemente dai pregi artistici, che pure sono notevoli, e frutto di un accanito, passionale, commovente attaccamento alla propria terra con le sue tradizioni, Ia sua cultura, Ie sue fedeltà, i suoi colori e valori. Tutte spinte emotive, estetiche ed anche etiche, che si ritrovano appunto nella pittura figurativa e umorale di Venanti, anche quando questa Iascia l'enfasi per rifugiarsi nell'ironia e la realtà per trasfigurarsi nei simboli. Niente è più colorato, caleidoscopico, contagioso, ebbro, coinvolgente ed avvolgente, oltre che rnisterioso, della Festa dei Ceri e, in mezzo ad essa, della "santantonieria": che è una specie tutta sua di sana ed epilettica mattana, una festa nella festa, l'anirna di un'anima, il dna di un sortilegio a scadenza annuale. E' dunque da immaginare che pochi eventi, come la saga dei Ceri officiata alla santantoniara, possano essere così allettanti per un artista a forte carica esoterica e nel contempo tradizionalista quale orgogliosarnente è Franco Venanti. Il quale, con Ie sue opere disseminate nei principali rnusei e nelle più referenziate collezioni del mondo, ha affrontato in più di rnezzo secolo al cavalletto un pò tutti i temi legati agli accadimenti della vita e della storia. Gli mancava di scrutare la Festa del Ceri con occhi e palpiti da santantoniaro, come quelli di un altro bravissirno artista, che oltre a tutto e stato anche gran ceraiolo: Alberico Morena, incisore di un apparente paradosso eugubino, il paganesirno mistico. Venanti da tempo aveva promesso di dipingere i Ceri a un suo grande amico eugublno, il santantoniaro Francobaldo Chiocci, insieme al quale negli anni 70 firmo un Iibro - Augusta Perusia, Angusta Perusia - che, con una "u" rovesciata in una scopriva l'altra città, quella minore e provinciale, ma più autentica e accattivante. La sua presenza alla inaugurazione del pannello dl Rampini nella Taverna del Santantoniari è stato un primo mantenimento di questa antica promessa. II secondo e definitivo mantenimento e l'opera, quì a fianco riprodotta, con Ia quale la Famiglia dei Santantoniari celebra i 40 anni dalla sua fondazione. Tra gli innurnerevoli riconoscimenti ottenuti da Venanti a livello istituzionale (ad esempio, dal Cornune dl Perugia l'iscrizione nell'Albo d'oro del cittadini piu illustri e dal Quirinale le nomine a Commendatore e Grand'Ufficiale) il penultimo, di Benemerito nazionale della Cultura e dell'Arte, gli era venuto dal Presidente Ciampi. L'ultimo, e speriarno a lui più gradito, è quello di "matto onorario" da onorare con una bicchierata nella Taverna di Sant’Antonlo sotto il bassorilievo ceraiolo di Rampini, e dinanzi alla sua suggestlva e passionale opera che tutti i santantoniari unisce nell'ammirazione, della commozione e nel più sentito ringraziamento.

 

 
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